Albergatori dal 1957 a Rimini

Rimini  26 Dicembre 2015.

Albergatori a Rimini dal 1957.
 
Si la nostra storia comincia nel lontano 1957, non dico i primi ma tra i primi ad aprire una "pensione" sulla Riviera Adraitica e precisamente a Riccione in Viale De Amicis al civico 12. La pensione DAVOS. Non ho ben capito perchè i miei genitori le hanno dato questo nome, mi hanno sempre detto che il motivo era che i primi turisti stranieri venivano da Davos, una località Svizzera.
 
I primi gestori e proprietari della pensione erano mio padre Franco e mia madre  Pierina, coaudivati dai loro genitori, già anziani Marino e Armida, io non ero ancora in programma.
 
Come già detto,  la prima apertura è stata per  l'estate del 1957, ai tempi Riccione e Rimini erano invase da turisti Tedeschi, non a caso a Maggio e Giugno erano più i turisti Tedeschi che Italiani. Franco e Pierina furono costretti ad imparare la lingua Tedesca per poter comunicare con i turisti dell'epoca, un pò come adesso bisogna imparare il Russo e forse a breve il Cinese per poter lavorare con questi turisti.
 
I Tedeschi dell'epoca arrivavano con grosse auto, Mercedes, Bmw ecc... e la prima cosa che chiedevano era se in albergo c'era il parcheggio, altrimenti salivano di nuovo in auto e cercavano un altro albergo, si perchè a quei tempi non si prenotava, i turisti partivano per esempio da Monaco di Baviera e arrivavano a Riccione per trascorrere le loro vacanze ( erano almeno 15 giorni) si fermavano in un albergo che a loro piaceva, scendevano, chiedevano se c'era il parcheggio e se la risposta era ffermativa, voilà cliente preso.
 
Adesso è un pò più complicato.
 
Questi Tedeschi arrivavano con i loro macchinoni di colori accesi, giallo, verde, rosso o arancione, con i sedili e il volante ricoperti di lana.  Alla spiaggia li ricoscevi subito perchè erano di colore "lenzuolo" di un bianco che più bianco non si può, ma erano riconoscibili anche vestiti, ad esempio la sera quando passeggiavano sul lungomare li vedevi da lontano che erano Tedeschi, si perchè anche i vestiti erano come le loro auto, "molto colorati" e con abbinamenti discutibili.
 
Comunque a tavola erano molto educati e puliti, i bambini tedeschi (dell'epoca) erano molto educati, bastava che un genitore guardasse negli occhi il figlio un pò rumoroso che questi si ricomponeva subito. Io ho imparato delle cose per noi strane, come mangiare il pane di segale con burro e salame, mangiare l'uovo alla coque al mattino, condire l'insalata con acqua gassata e zucchero, ma a parte queste per noi stranezze, gradivano molto la nostra cucina, la pasta, le lasagne la piada, e tutte le nostre specialità.
 
Dopo la spiaggia e dopo cena, molte volte si raduvano nei bar gruppi di Tedeschi che magari avevano fatto amicizia in spiaggia la mattina stessa, e cominciavano a bere vino o spumante che in Germania erano molto cari ma da noi era a buon mercato, specialmente per loro perchè avevano una moneta molto pregiata, il Marco Tedesco, quindi facevano baldoria molto spesso ( e contemporaneamnete facevano la felicità del barista).
 
Erano uomini e donne allo stesso modo bevevano e cantavano, cantavano e bevevano per tutta la sera. Io all'età di 14 anni ho cominciato a fare il cameriere nella pensione di famiglia, ed una sera passando davanti ad uno di questi bar fui riconosciuto da alcuni miei clienti che mi invitarono a bere con loro, non potevo dire di no.
 
Non lo avessi mai fatto, ho bevuto dello spumante, ma dopo il secondo bicchiere non mi andava più giù e sforzandomi per berlo me lo sono vomitato tutto, mi è uscito anche dal naso, quindi per molto, molto tempo non ho più sopportato neanche l'odore dello spumante.
 
Dai 14 anni ai 22 ho fatto il cameriere nella pensione di famiglia, ogni estate tornavano molte famiglie negli stessi periodi. le stesse famiglie si tenevano in contatto durante l'inverno e si trovavano in vacanza sempre assieme. Ho conosciuto figli di queste famiglie con i quali ho fatto amicizia, tanto ci si vedeva tutte le estati e per almeno 15 giorni.
 
Alla sera dopo cena, quando io avevo finito di lavorare si andava in giro per Riccione tutti assieme, io ero del luogo quindi conoscevo tutto, si andava al cinema all'aperto a vedere film anche vietati senza pagare, perchè di fronte al cinema c'era una casa che per molti anni è rimasta in costruzione e noi dal secondo piano vedavamo tutto molto bene.
 
Si faceva tardi la sera, o meglio la matina ed io alle 7,00 mi dovevo svegliare per le colazioni. Ricordo ancora molto bene una sera, saranno state le 3 del mattino, ero con questi amici poco distante dalla pensione, ma non avevo voglia di andare a letto, ad un certo punto vedo sbucare mio padre a piedi che mi guardava minaccioso, ho inforcato la bicicletta e sono scappato a gambe levate mentre mio padre mi rincorreva, per non farmi prendere ho inarcato la schiena ed ho sentito la sua mano sfiorarmi. Comunque la sera dopo sono uscito lo stesso con gli amici, chiaramente senza fare troppo tardi.
 
Avrei tanti altri aneddoti da raccontare, ma penso di avervi annoiato abbastanza.
 
La pensione di Riccione è stata venduta nel 1990 per comprare l'Hotel Rivazzurra *** che si trova di fronte al mare a Rimini. Qui sono nati i miei figli Federica e Filippo.
 
Gestisco l'Hotel Rivazzurra con mia moglie Milva e in verità stiamo avendo molte soddisfazioni perchè i nostri clienti/amici ci fanno sentire il loro affetto e noi cerchiamo di ripagarli facendo trascorrere loro delle belle e divertenti vacanze senza fare mai mancare la buona cucina.

 

Chi è arrivato alla fine di questa storia, merita un premio. Vi aspetto a Rivazzurra per conoscervi personalmente ed offrirvi un pranzo o una cena.

Giorgio Mulazzani

P.S. per essere sicuro che avete letto tutto, vi interrogherò :):):)